MetodoDi David Mazzon · · 6 min

Prima ottimizzare, poi automatizzare: l'ordine conta

Perché automatizzare un processo rotto produce solo un errore più veloce. Come mappiamo il processo prima di toccare una riga di codice.

TL;DR

Automatizzare un processo rotto produce solo errori più veloci. Prima si mappa e si semplifica il processo reale, poi si decide cosa automatizzare.

La richiesta più comune che riceviamo è "automatizzate questo". La prima domanda che facciamo è sempre la stessa: questo processo, oggi, funziona? Non "è veloce", non "è digitale". Funziona, nel senso che produce l'output giusto in modo prevedibile.

L'errore più veloce

Automatizzare un processo rotto non lo ripara. Lo rende solo più veloce a produrre errori. Abbiamo visto aziende automatizzare l'invio di preventivi generati da un foglio Excel con formule sbagliate: il risultato è stato spedire l'errore a più clienti, più in fretta.

Mappare il processo reale

Per questo il primo step di ogni progetto è la mappatura del processo reale, non di quello che si pensa di seguire. Interviste con chi lo esegue ogni giorno, non con chi lo ha disegnato tre anni fa. Solo dopo aver visto dove il processo perde tempo, ha senso decidere cosa automatizzare e cosa ridisegnare da zero.

Il risultato pratico

Il risultato pratico: un processo più semplice prima ancora di introdurre qualunque automazione. In alcuni casi, a quel punto, l'automazione non serve nemmeno più.

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